ambiente


MARIO MANZONI VARIANTE PGT BRESCIA


scritto da il Feb 24, 2015

C’è oggi un nuovo modo di interpretare il concetto di consumo di suolo. Affermare la tendenza ad un tendenziale

azzeramento non hai mai rappresentato garanzia ambientale di salvaguardia.

Il passaggio decisivo rappresenta una piccola rivoluzione culturale nel campo dell’urbanistica contemporanea.

A Le trasformazioni degli ultimi due decenni sono passate attraverso la logica in qualche modo accettata e accettabile

dello scambio tra interessi privati e interessi pubblici; per fare esempi bresciani concreti e recenti mi riferisco all’area

del parco Montini a Mompiano e del parco tra via Duca degli Abruzzi e via Berardo Maggi. In entrambi i casi ci sono

stati interventi di edificazione privata in cambio di giardini pubblici per il quartiere. Entrambe le aree prima

dell’intervento erano verdi, vergini, permeabili, non urbanizzate. Ecco questo non è più ammissibile. L’obiettivo è

quello di mantenere intoccato tutto lo spazio non urbanizzato, non solo la parte che viene ceduta al Comune che

normalmente non supera il 50% della superficie territoriale totale…

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Brescia, 18 settembre 2014

Con l’approvazione del decreto “Sblocca Italia”, all’inceneritore di Brescia giungeranno rifiuti da ogni parte del Paese, qualora l’impianto sia considerato – come risulta evidente – parte di un sistema integrato a livello nazionale. Un altro elemento che desta forte preoccupazione e che appare inaccettabile consiste nel fatto che, per effetto del medesimo decreto, verrebbe aumentata la capacità di utilizzo dell’inceneritore al massimo delle sue potenzialità, conformemente a quanto richiesto dalla stessa A2A.
Tale “concessione” si può, infatti, evincere dall’art. 35 del c.d. “Sblocca Italia”, ai sensi del quale “Tutti gli impianti, sia esistenti che da realizzare, devono essere autorizzati a saturazione del carico termico, come previsto dall’art. 15 del D. Lgs. 4 marzo 2014 n. 46. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti esistenti, le Autorità competenti provvedono ad adeguare le autorizzazioni integrate ambientali”.
In assenza di modifiche della disposizione citata, assisteremmo al triste epilogo di politiche errate e insensate in tema di gestione del ciclo dei rifiuti, finalizzate unicamente al perseguimento di profitti economici e realizzate a scapito della salute dei cittadini. Attraverso tale disposizione verrebbero di fatto legittimate implicite scelte compiute da Regione Lombardia e da A2A negli ultimi anni, corrette – anche se solo parzialmente – dal rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dello scorso febbraio. Un atto, quest’ultimo, con il quale già purtroppo si prevedeva che l’eventuale riduzione dei rifiuti urbani da destinare all’inceneritore fosse compensata dal conferimento al medesimo di rifiuti speciali provenienti da fuori Provincia.
Alla luce di tali considerazioni, il gruppo consiliare “Al lavoro con Brescia” auspica una tempestiva revisione – in sede di conversione in legge del decreto – dell’art. 35, necessaria affinché possa essere mantenuto l’impegno, assunto dall’Amministrazione Comunale di centro-sinistra, di abbandonare la centralità dell’incenerimento e di ridefinire il ruolo di A2A, per promuovere una corretta gestione del ciclo dei rifiuti rispettosa degli equilibri ambientali e della salute dei cittadini.

 

f.to Donatella Albini

f.to Francesca Parmigiani

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Francamente la ritengo un atto GRAVE.
la delibera prevede dal 25 febbraio 2014 e per un periodo di quattro anni, A2A Ambiente spa corrisponda annualmente al Comune di Brescia la somma di complessivi Euro/tonnellata 10,5 (diecivirgolacinque) (di cui Euro 7,5 (settevirgolacinque) quale contributo ordinario e Euro
3,00 quale contributo straordinario da destinare specificamente ad interventi/investimenti per le bonifiche ambientali) da applicare a un terzo del totale dei rifiuti conferiti nel corso di ogni anno al termoutilizzatore di Brescia;
Rappresenta un esempio della peggiore ipocrisia a solo un anno dal programma del Sindaco che recita “- La nuova amministrazione si impegna a portare la raccolta differenziata almeno al 60% dei rifiuti prodotti in città entro il 2018, superando la centralità del termo-utilizzatore.
– Contestualmente, il Comune di Brescia avvierà contatti formali con l’altro azionista pubblico di A2A e con i comuni della provincia per concordare l’applicazione di una rigida bacinizzazione su base provinciale per quanto concerne il conferimento dei rifiuti solidi urbani al TU e con analoghe valutazioni per gli inerti e i putrescibili.”

Ebbene l’Amministrazione oltre ad accettare supinamente (facendo buon viso a cattivo gioco) l’AIA dell’inceneritore (Conferenza dei servizi del 22.01.2014 per il rinnovo dell’Aia) che non prevede la riduzione delle quantità di rifiuti ammesse al conferimento ed esclude la bacinizzazione, ora su quella decisione (non definitiva perchè non ancora formalizzata) ci fa sopra la cresta con l’ipocrita previsione di usare 1/3 dei dei soldi da inquinamento per le bonifiche (di cui non c’è ancora un progetto!!). E gli altri fondi per che cosa saranno destinati?
Ebbene questa decisione meritava assolutamente una discussione pubblica sia
a) sull’opportunità della decisione di continuare a inquinare e mantenere un ciclo di rifiuti a dir poco il contrario che virtuoso (ricordo che l’inceneritore produce almeno 220000 tonnellate di scorie e rifiuti tossi e nocivi che andranno nelle discariche di Brescia)
b) sulla effettiva destinazione dei contributi (10,5 euro t x 300000 x 4= 12,6 ml in 4 anni di cui 3,1 per le bonifiche!) che serviranno per cosa? Pera fare le “belle” opere come al tempo di Corsini?
Francamente la cosa è inaccettabile e non più passare senza colpo ferire.
nel 2018 ci troveremo gli stessi problemi aggravati.
Faccio anche notare che da 3-4 anni i 5 euro/t per l’assessorato all’ambiente previsti all’epoca della 3° linea non mi risulta siano stati versati quindi il “contributo” per le “bonifiche” è addirittura inferiore a quello prima previsto e, peggio, vincola il funzionamento delle 3 linee fino al 2018.
AMEN

Celestino Panizza
Coordinatore Gruppo Ambiente Al Lavoro con Brescia
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 Questo documento offre alcuni spunti di discussione sulle azioni da intraprendere ovvero monitorare in tema di ambiente,

 Il quadro dei caratteri urbanistici e di governo del territorio è tracciato nelle osservazioni al PGT nel quale si affermano punti centrali:

 

  • Tutela e valorizzazione del patrimonio naturale: preservare l’elevato grado di biodiversità esistente e di contenere qualsiasi forma di antropizzazione che possa minacciare gli ecosistemi presenti.

  • Tutela e valorizzazione dei versanti e delle fasce pedecollinari fortemente segnati dall’antropizzazione e conservare i lembi residuali dell’alta pianura sfuggiti all’espansione urbana; e conservare la varietà degli ecosistemi che anche in questi ambiti costituiscono un valore paesistico ed ambientale rilevante.

  • Rafforzamento delle connessioni ambientali:

  • Riqualificazione del paesaggio agrario che ha caratterizzato il territorio a sud dell’arco collinare e che oggi manifestano criticità e processi di riduzione della qualità paesaggistica ed ecologico-ambientale.

  • Ricostruire il sistema ambientale attraverso la riprogettazione e ricostruzione di un nuovo paesaggio e di un nuovo sistema ambientale in grado di definire una nuova identità dei luoghi ed una nuova collocazione nel sistema urbano di Brescia alla ricerca di un nuovo paesaggio.

  All’interno del quadro così delinato si pongono alcune aree di azione

 

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Riunione della Commissione Urbanistica del Comitato, 11 dicembre 2013

Brescia è il polo economico centrale dell’intera provincia: a differenza di altre realtà della Lombardia, il differenziale (demografico ed economico) tra il capoluogo e gli altri centri più significativi (Lumezzane, Desenzano, Montichiari, Ghedi) evidenzia un rapporto di quasi 1 a 10.

I sistemi di viabilità infraprovinciale, anche nelle recenti modifiche, convergono tutti sulla città, così dicasi per i sistemi scolastici e sanitari di livello superiore e per il settore dei servizi alle imprese e alle persone.

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