Lettere al Direttore

scritto il Set 15, 2015 | 0 commenti


Egregio Direttore,

In qualità di Presidente della Commissione Partecipazione, intendo anch’io formulare alcune osservazioni in merito all’iniziativa, promossa dai Gruppi consiliari di maggioranza, che si articolerà in 33 assemblee nei quartieri cittadini, e la presa di posizione critica rispetto a essa, da parte di quattro Presidenti dei Consigli di quartiere.

È del tutto scontata e pacifica la legittimità di iniziative promosse dalle forze politiche presenti in Loggia – appartengano esse alla maggioranza o alla minoranza consiliare – per promuovere in città occasioni di ascolto, confronto, dibattito, informazione rispetto all’attività amministrativa svolta e agli intendimenti futuri.

Anzi, in tempi di crisi della democrazia rappresentativa e di pericoloso “scollamento” tra rappresentanti e rappresentati, si tratta di occasioni utili – se non necessarie – per favorire e promuovere il dibattito politico in città, nonché per accrescere interesse e conoscenza in merito a quanto accade tra le mura della Loggia.

Le iniziative pubbliche di partiti e/o liste civiche sono senza dubbio uno strumento importante – anche se non il solo – per rivitalizzare la partecipazione democratica. Quest’ultima può essere, infatti, promossa in modo più organico e continuativo – e questa è stata la ratio ispiratrice della delibera di linee-guida e del successivo regolamento per l’istituzione e il funzionamento dei Consigli di quartiere – anche attraverso una riorganizzazione istituzionale del sistema partecipativo in città.

Due sono perciò i piani, distinti seppur non del tutto impermeabili: l’uno strettamente istituzionale; l’altro più schiettamente politico.

Due, dunque, dovrebbero essere, a mio modo di vedere, i percorsi da promuovere, separati e non intersecantisi: da un lato, in attuazione del regolamento approvato dal Consiglio comunale nel luglio 2014, garantire, mediante canali istituzionali e in modo sempre più efficace e compiuto, le condizioni affinché i Consigli di quartiere (nominati a seguito di una consultazione popolare che ha registrato risultati incoraggianti in termini di partecipazione) possano svolgere a pieno le proprie funzioni consultive, propositive e di promozione di cittadinanza attiva; dall’altro promuovere – e questo compete alla volontà delle forze politiche – momenti di confronto pubblico, in merito a questioni amministrative d’attualità.

Al di là delle strumentalizzazioni compiute da alcuni gruppi di minoranza, il profilo di criticità che si intravede nell’iniziativa della maggioranza consiliare cui appartengo – una maggioranza che non mi attendo sia sempre compattamente granitica, ma nella quale credo sia anzi opportuno talvolta emergano sensibilità e specificità suscettibili di arricchire il dibattito pubblico – consiste nel sovrapporsi essa almeno in parte, per temi e tempi, al percorso istituzionale opportunamente avviato dall’Assessore Tiboni in merito alla Variante al PGT e articolato in assemblee da svolgersi nelle cinque zone in cui sono raggruppabili i 33 Consigli di quartiere cittadini.

Da qui penso derivino le legittime perplessità espresse da alcuni Presidenti, i quali – ne sono convinta – con spirito costruttivo, hanno posto questioni ineludibili, concernenti la declinazione del concreto ruolo di Presidente/Consigliere di quartiere e la specificazione delle modalità attraverso le quali poterlo esercitare al meglio; nodi che offro la disponibilità ad affrontare – per quanto di mia competenza – all’interno degli organi a ciò deputati, a partire dalla Commissione consiliare che presiedo, per proseguire un impegnativo – ma, credo, necessario – percorso, al fine di non disperdere, ma di far crescere le disponibilità, le energie, la passione e l’interesse sin qui riscontrati.

 

f.to Francesca Parmigiani

(Presidente della Commissione consiliare Partecipazione)

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