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MARIO MANZONI VARIANTE PGT BRESCIA


scritto da il Feb 24, 2015

C’è oggi un nuovo modo di interpretare il concetto di consumo di suolo. Affermare la tendenza ad un tendenziale

azzeramento non hai mai rappresentato garanzia ambientale di salvaguardia.

Il passaggio decisivo rappresenta una piccola rivoluzione culturale nel campo dell’urbanistica contemporanea.

A Le trasformazioni degli ultimi due decenni sono passate attraverso la logica in qualche modo accettata e accettabile

dello scambio tra interessi privati e interessi pubblici; per fare esempi bresciani concreti e recenti mi riferisco all’area

del parco Montini a Mompiano e del parco tra via Duca degli Abruzzi e via Berardo Maggi. In entrambi i casi ci sono

stati interventi di edificazione privata in cambio di giardini pubblici per il quartiere. Entrambe le aree prima

dell’intervento erano verdi, vergini, permeabili, non urbanizzate. Ecco questo non è più ammissibile. L’obiettivo è

quello di mantenere intoccato tutto lo spazio non urbanizzato, non solo la parte che viene ceduta al Comune che

normalmente non supera il 50% della superficie territoriale totale…

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 Questo documento offre alcuni spunti di discussione sulle azioni da intraprendere ovvero monitorare in tema di ambiente,

 Il quadro dei caratteri urbanistici e di governo del territorio è tracciato nelle osservazioni al PGT nel quale si affermano punti centrali:

 

  • Tutela e valorizzazione del patrimonio naturale: preservare l’elevato grado di biodiversità esistente e di contenere qualsiasi forma di antropizzazione che possa minacciare gli ecosistemi presenti.

  • Tutela e valorizzazione dei versanti e delle fasce pedecollinari fortemente segnati dall’antropizzazione e conservare i lembi residuali dell’alta pianura sfuggiti all’espansione urbana; e conservare la varietà degli ecosistemi che anche in questi ambiti costituiscono un valore paesistico ed ambientale rilevante.

  • Rafforzamento delle connessioni ambientali:

  • Riqualificazione del paesaggio agrario che ha caratterizzato il territorio a sud dell’arco collinare e che oggi manifestano criticità e processi di riduzione della qualità paesaggistica ed ecologico-ambientale.

  • Ricostruire il sistema ambientale attraverso la riprogettazione e ricostruzione di un nuovo paesaggio e di un nuovo sistema ambientale in grado di definire una nuova identità dei luoghi ed una nuova collocazione nel sistema urbano di Brescia alla ricerca di un nuovo paesaggio.

  All’interno del quadro così delinato si pongono alcune aree di azione

 

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Riunione della Commissione Urbanistica del Comitato, 11 dicembre 2013

Brescia è il polo economico centrale dell’intera provincia: a differenza di altre realtà della Lombardia, il differenziale (demografico ed economico) tra il capoluogo e gli altri centri più significativi (Lumezzane, Desenzano, Montichiari, Ghedi) evidenzia un rapporto di quasi 1 a 10.

I sistemi di viabilità infraprovinciale, anche nelle recenti modifiche, convergono tutti sulla città, così dicasi per i sistemi scolastici e sanitari di livello superiore e per il settore dei servizi alle imprese e alle persone.

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Corriere della sera Brescia, 19 gennaio ’14

[NB: questo articolo è stato inviato al quotidiano a fine ottobre 2013, quando la discussione sui temi era ancora in fase di avvio, e non sostanzialmente conclusa come  alla data di pubblicazione.
Segue il testo originale. In stampa c’erano alcuni refusi, anche non marginali]
Nelle sedi istituzionali si sta in questi giorni discutendo, e forse decidendo, su questioni che interessano il rapporto istituzioni ed economia: la Centrale del Latte, la Fiera e, ma sono solo voci, l’Ortomercato. Vi è poi il tema dell’avvio della “grande variante” al PGT.

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